Un bilancio delle Notti dell’Orso

È tempo di fare il punto sulla I edizione delle Notti dell’Orso. Ci sembra opportuno farlo ora, passata una settimana, riordinate le idee, metabolizzati gli eventi. La manifestazione di fine agosto dedicata agli orsi è stata un esperimento, una scommessa voluta dall’Amministrazione comunale di Campoli Appennino e da noi di Caspita per sottolineare l’importanza di quelli che ormai sono i nostri animali simbolo e far conoscere i progetti ad essi legati.
Un piccolo salto nel buio. Niente di simile era stato mai realizzato e non avevamo punti di riferimento né previsioni su quale sarebbe potuta esserne la riuscita. Si è partiti solo da una consapevolezza: Abele, Jill, Sonia, Piero e Leone non sono solo gli ospiti della nostra Area Faunistica, sono parte integrante del paese e un suo motivo di orgoglio. Dove prima c’era unicamente il tartufo – che rimane re incontrastato della nostra terra – ora abitano anche i bellissimi orsi che ospitiamo e il loro ruolo nell’identità campolese andava sancito definitivamente. Da questo punto di vista, il bilancio non può che essere positivo. C’è stata una buona risposta sia in termini di partecipazione agli eventi che di visite al paese. Rimangono da mettere a punto alcuni meccanismi, come per tutte le cose nuove e con una prospettiva nel medio-lungo termine.

Il Centro Orso
L’inaugurazione del Centro Orso di Via Guglielmo Marconi è stato l’evento di apertura della manifestazione, il 29 agosto. Non è un caso. Crediamo in una forma di turismo sostenibile e formativa per i nostri visitatori, proponiamo un’esperienza completa che dia il suo contributo nella conoscenza a tutto tondo dell’orso, che aiuti a rispettare l’animale e l’ambiente in cui vive. Per questo, una struttura come il Centro Orso – che propone un piccolo viaggio multidisciplinare tra i luoghi e le abitudini dell’orso – svolge e svolgerà un ruolo centrale nell’esperienza di chi verrà ad esplorare l’Area Faunistica. Aprire le Notti dell’Orso con la sua inaugurazione è stato inevitabile e rappresenta un grande passo.

La merenda dell’orso
Si parla spesso dell’importanza delle nuove generazioni e del loro coinvolgimento. Il 30 agosto abbiamo voluto organizzare “La merenda dell’orso” per lasciare esprimere liberamente i più piccoli attraverso i disegni. Dopo un piccolo spuntino – rigorosamente a base di mele e miele – i bambini hanno avuto modo di disegnare per più di due ore nell’ambito del concorso “L’Orso a colori”. Il Tema? L’orso, come lo vedono i bimbi, quali pensieri e sentimenti suscita, di quali storie lo vedono protagonista. Inutile dire che è stato un successo: decine di bambini si sono sbizzarriti con la fantasia, regalando disegni di ogni sorta con spunti notevoli.

Il convegno
A sette anni dall’inaugurazione dell’Area Faunistica dell’Orso bruno europeo, c’era bisogno di capire cosa è stato fatto e dove si è arrivati finora. Soprattutto, c’era bisogno di confrontarsi per capire come si potrà farla conoscere e renderla ancora più accogliente. Hanno partecipato esponenti della Regione Lazio, del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, del GAL Verla, dell’Amministrazione campolese, dei comuni limitrofi, dell’associazionismo locale e Carmen Aiello, Presidente dell’Associazione che da anni fa un lavoro enorme per il benessere degli orsi. Il risultato, anche qui, è stato oltre le aspettative. Tanti interventi puntuali e incisivi, un confronto vero, aperto e costruttivo. Ne sono uscite delle linee di condotta – pur generali, da articolare – di fronte alle quali c’è solo da rimboccarsi le maniche.

Il punto di partenza della discussione è stato un magnifico video realizzato dal compaesano Berardino Serapiglia, intitolato “La storia dell’orso”. Si tratta di un lavoro costruito con la pazienza e la maestria di un documentarista, grazie al quale ora abbiamo immagini emozionanti sulla vita degli orsi nell’Area Faunistica, dalla sua istituzione ad oggi. Lo ringraziamo di cuore e presto lo metteremo online.

L’escursione notturna nell’Area Faunistica
Una scommessa nella scommessa. L’evento che, il 31 agosto, ha chiuso la manifestazione. Nessuno mai era sceso di notte nella dolina per far visita ai nostri orsi ed è stata un’esperienza da togliere il fiato. Unica, sia per il contesto, sia perché non sarà possibile replicarla a breve, vista la necessità di preservare la tranquillità degli animali, che viene prima di tutto. Inoltre, è stata l’occasione per fare simbolicamente gli auguri all’orsa Jill, che ha compiuto 15 anni. Hanno partecipato molte persone, tra cui un gran numero di bambini. E questo ci rende particolarmente felici.

Visti questi risultati, dunque, le Notti dell’Orso non possono che andare spedite verso la II edizione, consapevoli che bisogna fare di più e migliorare molte cose.

 

 

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